45) Marx. MDM e DMD'.
Marx presenta la distinzione tra la forma immediata della
circolazione delle merci (MDM) e quella che si attua nella
formazione del capitale (DMD'), in cui compare il plusvalore.
K. Marx, Il capitale (vedi manuale pagina 47).

 La forma immediata della circolazione delle merci  M-D-M:
trasformazione di merce in denaro e ritrasformazione di denaro in
merce, vendere per comprare. Ma accanto a questa forma, ne
troviamo una seconda, specificamente differente, la forma D-M-D:
trasformazione di denaro in merce e ritrasformazione di merce in
denaro, comprare per vendere. Il denaro che nel suo movimento
descrive quest'ultimo ciclo, si trasforma in capitale, diventa
capitale, ed  gi capitale per sua destinazione.
Consideriamo un po' pi da vicino il ciclo D-M-D. Come la
circolazione semplice delle merci, esso contiene due fasi
antitetiche l'una all'altra. Nella prima fase, D-M, compera, il
denaro viene trasformato in merce. Nella seconda fase, M-D,
vendita, la merce viene ritrasformata in denaro. Ma l'unit delle
due fasi  il movimento complessivo che scambia denaro contro
merce, e questa stessa merce, a sua volta, contro denaro; che
compera merce per venderla, ossia, se si trascurano le differenze
formali fra compera e vendita, compera merce con il denaro e
denaro con la merce. Il risultato nel quale si risolve tutto il
processo . scambio di denaro contro denaro, D-D. Se compero per
cento lire sterline duemila libbre di cotone e rivendo le duemila
libbre di cotone per centodieci lire sterline, in fin dei conti ho
scambiato cento lire sterline contro centodieci lire sterline,
denaro contro denaro.
Ora,  evidente, certo, che il processo di circolazione D-M-D
sarebbe assurdo e senza sostanza se si volesse servirsene come
d'una via indiretta per scambiare l'identico valore in denaro
contro l'identico valore in denaro, dunque, pagina es., cento lire
sterline contro cento lire sterline. Rimarrebbe pi semplice e pi
sicuro, senza paragone, il metodo del tesaurizzatore, che tiene
strette le sue cento lire sterline e non le abbandona al pericolo
della circolazione. D'altra parte, che il commerciante rivenda a
centodieci lire sterline il cotone comperato a cento lire sterline
o che sia costretto a liberarsene a cento o anche a cinquanta lire
sterline, in ogni circostanza il suo denaro ha descritto un
movimento peculiare e originale, di tipo del tutto differente che
nella circolazione semplice delle merci, differente pagina es. da
quello che ha luogo fra le mani del contadino che vende grano e
con il denaro cos reso liquido compera vestiti. Quel che importa
 in primo luogo di caratterizzare le distinzioni di forma fra i
cicli D-M-D e M-D-M: cos si avr anche la distinzione di
contenuto che sta in agguato dietro quelle distinzioni di forma.
Esaminiamo in primo luogo quel che  comune ad entrambe le forme.
Entrambi i cicli si suddividono nelle medesime fasi antitetiche: M-
D, vendita, e D-M, compera. In ognuna delle due fasi stanno l'uno
di contro all'altro i due medesimi elementi materiali, merce e
denaro - e due personaggi nelle medesime maschere economiche
caratteristiche, un compratore e un venditore. Ciascuno dei due
cicli  l' unit delle medesime fasi antitetiche e, tutte e due le
volte, questa unit  mediata dall'intervento di tre contraenti,
uno dei quali non fa che vendere, l'altro non fa che comprare,
mentre il terzo alternativamente compera e vende.
Ma quel che distingue a priori i due cicli M-D-M e D-M-D  l'
ordine inverso delle identiche e antitetiche fasi del ciclo. La
circolazione semplice delle merci comincia con la vendita e
finisce con la compera; la circolazione del denaro come capitale
comincia con la compera e finisce con la vendita. L  la merce a
costituire il punto di partenza e il punto conclusivo del
movimento; qui  il denaro. Nella prima forma la circolazione
complessiva  mediata dal denaro, nella seconda, viceversa, dalla
merce.
Nella circolazione M-D-M il denaro viene trasformato, alla fine,
in merce che serve come valore d'uso. Dunque il denaro 
definitivamente speso. Nella forma inversa, D-M-D, invece, il
compratore spende denaro per incassare denaro come venditore. Alla
compera della merce egli getta denaro nella circolazione, per
tornare a sottrarnelo a mezzo della vendita della stessa merce.
Non lascia andare il denaro che con la perfida intenzione di
tornarne in possesso. Il denaro viene quindi soltanto anticipato.
Nella forma M-D-M la medesima moneta cambia di posto due volte. Il
venditore la riceve dal compratore, e la d via in pagamento ad un
altro venditore. Il processo complessivo, che comincia con
l'incasso di denaro in cambio di merce, si conclude con la
consegna di denaro in cambio di merce. All'inverso nella forma D-M-
D. Qui non  la medesima moneta a cambiare di posto due volte, ma
la medesima merce. Il compratore la ricevete dalle mani del
venditore e la d via in mano d'un altro compratore. Come nella
circolazione semplice delle merci il duplice spostamento della
stessa moneta opera il suo definitivo trapasso da una mano
all'altra, cos qui il duplice spostamento della medesima merce
opera il riafflusso del denaro al suo primo punto di partenza.
Il riafflusso del denaro al suo punto di partenza non dipende dal
fatto che la merce sia venduta pi cara di quanto sia stata
comprata. Questa circostanza ha effetto solo sulla grandezza della
somma di denaro che riaffluisce. Il fenomeno del riafflusso come
tale ha luogo appena la merce comperata  rivenduta, e cos il
ciclo D-M-D  descritto completamente. E questa  una distinzione
tangibile fra la circolazione del denaro come capitale e la
circolazione del denaro come puro e semplice denaro.
Il ciclo M-D-M  percorso completamente appena la vendita d'una
merce porta denaro, che a sua volta viene sottratto dalla compera
d'altra merce. Se tuttavia si ha riafflusso del denaro al suo
punto di partenza,  soltanto mediante il rinnovamento, ossia la
ripartizione dell'intero percorso. Se vendo un quarter di grano
per tre lire sterline e con queste tre lire sterline compero
vestiti, per me le tre lire sterline sono spese definitivamente.
Non ho pi niente a che fare con esse. Sono del commerciante di
vestiti. Ma se io vendo un secondo quarter di grano, il denaro
riaffluisce a me, per non in seguito alla prima transazione, ma
soltanto in seguito alla ripetizione di essa. Appena io porto a
termine la seconda transazione e faccio una nuova compera, esso si
allontana di nuovo da me. Dunque nel ciclo M-D-M la spesa del
denaro non ha niente a che vedere con il suo riafflusso; invece
nel ciclo D-M-D il riafflusso del denaro  condizionato proprio
dal modo col quale esso viene speso. Senza questo riafflusso
l'operazione  fallita, ossia il processo  interrotto e non 
ancora compiuto, perch manca la seconda fase di esso, la vendita
che integra e conclude la compera.
Il ciclo M-D-M comincia da un estremo, che  una merce, e conclude
con un estremo, che  un'altra merce, la quale esce dalla
circolazione per finire nel consumo. Quindi il suo scopo finale 
consumo, soddisfazione di bisogni, in una parola, valore d'uso. Il
ciclo D-M-D comincia invece dall'estremo denaro e conclude
ritornando allo stesso estremo. Il suo motivo propulsore e suo
scopo determinante  quindi il valore stesso di scambio.
Nella circolazione semplice delle merci i due estremi hanno la
stessa forma economica. Entrambi sono merce. E sono anche merci
della stessa grandezza di valore. Ma sono valori d'uso
qualitativamente differenti, pagina es., grano e vestiti. Lo
scambio dei prodotti, la permuta dei differenti materiali nei
quali il lavoro sociale si presenta, costituisce qui il contenuto
del movimento. Altrimenti stanno le cose nel ciclo D-M-D. A prima
vista esso sembra senza contenuto, perch tautologico. Entrambi
gli estremi hanno la stessa forma economica. Entrambi sono denaro,
quindi non sono valori d'uso qualitativamente distinti, poich il
denaro  per l'appunto la figura trasformata delle merci, nella
quale i loro valori d'uso particolari sono estinti. Scambiare
prima cento lire sterline contro cotone e poi di nuovo lo stesso
cotone contro cento lire sterline, dunque scambiare per una via
indiretta denaro contro denaro, la stessa cosa contro la stessa
cosa, sembra una operazione tanto inutile quanto assurda. Una
somma di denaro si pu distinguere da un'altra somma di denaro, in
genere, soltanto mediante la sua grandezza. Dunque il processo D-M-
D non deve il suo contenuto a nessuna distinzione qualitativa dei
suoi estremi, poich essi sono entrambi denaro, ma lo deve
solamente alla loro differenza quantitativa. In fin dei conti,
vien sottratto alla circolazione pi denaro di quanto ve ne sia
stato gettato al momento iniziale. Il cotone comprato a cento lire
sterline, pagina es., viene venduto una seconda volta a lire
sterline cento + dieci, ossia a centodieci lire sterline. La forma
completa di questo processo  quindi D-M-D, dove D =  D, cio 
uguale alla somma di denaro originariamente anticipata, pi un
incremento. Chiamo plusvalore (surplus value) questo incremento,
ossia questa eccedenza sul valore originario. Quindi nella
circolazione il valore originariamente anticipato non solo si
conserva, ma in essa altera anche la propria grandezza di valore,
aggiunge un plusvalore, ossia si valorizza. E questo movimento lo
trasforma in capitale.
K. Marx, Il capitale, Editori Riuniti, Roma, 1964 5, l. I, pagine
180-184.
